7 sconosciuti a El Royale – l’hard boiled quasi perfetto

7 sconosciuti a El Royale – l’hard boiled quasi perfetto

7 sconosciuti a el Royale è una pellicola del 2018, firmata da Drew Goddard, e interpretata, tra gli altri, da Jeff Bridges, Dakota Johnson, Lewis Pullman e Chris Hemsworth.
Il suo approccio da noir classico è sostenuto da una visione maniacale della fotografia, quest’ultima accentuata da un’ambientazione spazio-temporale evocativa e unica nel suo genere.
Le pecche non mancano, ma nel complesso il film merita di diventare una pietra miliare del cinema d’autore.

7 sconosciuti a el royal westville news copertina

Scheda Film

  • Titolo originale: Bad Times at the El Royale
  • Durata: 141 min
  • Consigliato:
  • Voto: 4.5/5
  • Guarda su: Google Play

Trama

La pellicola è ambientata nel 1969.
Come nei più classici dei noir, il film si apre mostrandoci una persona che viene uccisa a sangue freddo da un killer, di cui non conosciamo l’identità. Il regista ci presenta subito dopo i personaggi attorno ai quali si snoda tutta la vicenda. Facciamo subito la conoscenza di padre Daniel Flynn (Jeff Bridges), un prete cattolico anziano, e di Darlene Sweet (Cynthia Erivo), una donna afroamericana che viaggia da sola, con bagagli molto voluminosi. I due fanno conoscenza nel parcheggio dell’albergo, per entrambi una tappa di viaggio.
Entriamo nel lussuoso El Royale, e facciamo la conoscenza di altri due personaggi. Il venditore Laramie Seymour Sullivan (Jon Hamm), uno spocchioso chiacchierone, che racconta il decadimento che ha subito l’albergo, di cui si dice storico frequentatore. Il concierge, Miles Miller, è poco più di un ragazzo, unico dipendente dell’albergo, da quando lo stesso è andato in rovina.
Miles si esibisce nella storica presentazione dell’albergo, la cui vera particolarità è di sorgere esattamente a metà tra due stati, ovvero tra la California e il Nevada. Una netta linea di demarcazione separa il lato dell’albergo in cui è permesso il gioco d’azzardo e una vita più sregolata, dalla più lussuosa e ordinata parte californiana.
Infine si aggiunge anche Emily. La ragazza ha modi bruschi e una mise palesemente hippy. Mancano ancora due persone all’appello, ma possiamo tranquillamente affermare che è qui che si apre la vicenda.
Si scoprirà poco dopo che ogni personaggio nasconde un segreto, così come lo stesso albergo nel quale alloggiano.

Comparto tecnico

7 sconosciuti a el Royale è la seconda fatica cinematografica per Goddard, come regista. La sua carriera di sceneggiatore comincia nel 2002 a Los Angeles, al lavoro su produzioni televisive.
Si può dire che questa pellicola sia una visione completa del regista, in quanto anche la sceneggiatura è firmata dallo stesso Goddard.
Il comparto tecnico si presenta altamente preparato a sviluppare l’idea del regista. Lo stesso sceglie come direttore della fotografia un maestro del concept: Seamus McGarvey. Il direttore della fotografia inglese si è affermato con diverse pellicole di successo, tra cui Godzilla, The Avengers e Cinquanta sfumature di grigio, ma è con il film d’autore che riesce ad esprimere la sua vera natura artistica.

Chris Hemsworth 7 sconosciuti a el royale

Infatti, come per Animali Notturni, pellicola del 2016 del regista e sceneggiatore Tom Ford, anche in 7 sconosciuti a El Royale si può notare una pulizia maniacale dell’immagine, e trova sfogo il concetto di simmetria, espresso anche nella location, a cavallo tra due stati. Infine i colori, dettati dai vari scenari, incidono molto sullo stato d’animo, che passa da una scanzonata ironia da rivista patinata di fine anni ’60, a un più tetro thriller a note gialle, degne di Agatha Christie.

Il cast – Attenzione, possibile spoiler!

jeff bridges 7 sconosciuti a el royale

Il cast vanta attori navigati, e più giovani, ma tutti talentuosi. Tutta la vicenda si snoda attorno agli stessi personaggi, isolati dal mondo.
Degno di gran nota è sicuramente Jeff Bridges, che riesce a interpretare un criminale pentito, alla fine dei suoi giorni, che continua però a mentire, e a cercare di recuperare un fantomatico bottino, abbandonato anni prima – si scoprirà poi – dall’uomo ucciso all’inizio. Insomma un ruolo non facile, che vede Bridges cimentarsi in un personaggio con diverse facce.
Grande interpretazione anche da parte di Lewis Pullman, attore di appena 26 anni, e figlio d’arte. Suo padre infatti è l’attore Bill Pullman, divenuto famoso principalmente negli anni ’90 con film del calibro di Ragazze vincenti, Indipendence Day e Strade perdute di David Lynch, un esempio poco brillante di neo-noir, di cui Pullman era il protagonista.
Pullman figlio interpreta il concierge dell’albergo, unico dipendente, e tossicodipendente, vive praticamente all’interno della struttura. Con un passato da eroe del Vietnam, unico sopravvissuto del suo plotone a un raid nemico, trova impiego a El Royale, ed costretto dai suoi capi a custodire il terribile segreto dell’albergo.
In perenne ricerca di una figura paterna e di redenzione, Lewis si lascia ingannare dal personaggio di Bridges, finendo poi per trovare lo scontro con la banda di Billy Lee, interpretato dallo statuario Chris Hemsworth. Billy è un hippy violento e sovversivo, impersonificazione del male della società, che per certi versi incarna la figura di Charles Manson. Oratore e abbindolatore, il ruolo di Hemsworth compare ben dopo la prima metà, denotando un cambio di toni. Pur mantenendo l’ironia che caratterizza la pellicola, il film diventa più violento, diretto e meno misterioso.

7 sconosciuti a el royale

Considerazioni finali sul film

La vera considerazione su 7 sconosciuti a El Royal può essere una sola: il cinema ha bisogno di film di questo calibro.
Queste sono pellicole che fanno bene a Hollywood, perché riportano il lato artistico del cinema a una dimensione più profonda, dove non a tutte le domande dev’esserci necessariamente una risposta. Alcuni argomenti sono più grandi di qualsiasi possibilità, anche per i protagonisti, che in questo caso sono palesemente degli anti eroi.
Tuttavia, quest’ultimo punto è stato anche il fulcro delle polemiche che non hanno permesso al film di Goddard di spiccare il volo e diventare un pieno successo. Malgrado il film abbia riscosso per lo più critiche positive, non è riuscito a convincere tutti.
Altro punto dolente è stato lo storytelling: una narrazione lenta, che aggiunge elementi connotativi degli anni ’60, come i riferimenti alla Manson’s Family e a J. Edgar Hoover, lasciati poi in sospeso.
Malgrado tutto ciò, 7 sconosciuti a El Royale è una chicca del cinema Hard Boiled, che lascia lo spettatore appassionatopiacevolmente inquieto.