Il Pipistrello di Nesbo: l’inizio di una saga

La natura umana è una foresta grande e imperscrutabile che a nessuno è dato di conoscere completamente

Il Pipistrello, Jo Nesbø

Il pipistrello copertina Jo Nesbo

La copertina del romanzo

Annoverato tra i dieci maestri del noir della nostra classifica personale – da leggere qui -, Jo Nesbø con Il Pipistrello pone il primo mattone della fortunata saga di Harry Hole. Il romanzo è ambientato a Sydney, in Australia, città in cui il detective Harry Hole viene inviato dalla polizia di Oslo per indagare sul caso di una ragazza norvegese brutalmente stuprata e uccisa. Harry farà coppia con Andrew, un possente e violento aborigeno, che vanta molte conoscenze nell’ambiente criminale cittadino. La buona volontà della coppia di investigatori si dovrà però scontrare con la superficialità del corpo di polizia australiano, che vuole chiudere le indagini in fretta per scongiurare la cattiva pubblicità derivante da un omicidio, alla vigilia dell’avvio della stagione turistica e con la città immersa nei preparativi per le Olimpiadi del 2000.

I primi capitoli scorrono placidamente, descrivendo minuziosamente il contesto storico e sociale della città che fa da teatro alle vicende, dandoci un’idea dei personaggi con cui avremo a che fare: figure misteriose, ambigue, borderline e bizzarre. Non cedete alla tentazione di giudicarli dalle apparenze o dalla prima impressione che vi hanno dato: tutti, nel loro piccolo, nascondono lati oscuri e verità nascoste che vi spingeranno a proseguire incuriositi la lettura. Ogni dettaglio, dialogo o avvenimento della prima parte del romanzo è finalizzato alla costruzione di una trama dettagliata e imprevedibile: nulla viene lasciato al caso da Nesbo e tutto viene messo al servizio della costruzione dell’intreccio, dal passaggio più strettamente poliziesco al momento più intimo e sentimentale.

Jo nesbo il pipistrello la stella del diavolo

Lo scrittore Jo Nesbo

Le indagini si intrecciano con la storia personale del detective Harry Hole: un giovane detective capace ma rude, con un passato drammatico e qualche problema a gestire vizi e dipendenze. Harry è uno dei personaggi più sventurati in cui sia mai incappata: vive con il fardello di un passato tragico che ossessivamente torna a bussare nella sua mente, come a volergli ricordare che il nemico con cui deve fare i conti è dentro di sé. La conclusione delle indagini lo porterà a dover pagare un pegno umanamente insopportabile, trovando ancora una volta consolazione nelle dipendenze. Il pipistrello è l’ottimo esordio di una serie fortunatissima che trasformerà il suo autore in una delle superstar mondiali della letteratura crime – leggi “il fenomeno Jo Nesbo“. Le vicende di Harry Hole appassionano e la curiosità su quali saranno le prossime avventure rimane viva anche dopo la conclusione del romanzo. Per soddisfare la nostra curiosità, non ci resta che leggere il successivo capitolo della serie, Scarafaggi.

Valentina Tunesi

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Westville @ Libreria Il Domani, lunedì 17 dicembre

il domani

La libreria Il Domani

Westville torna nelle librerie con un nuovo appuntamento: lunedì 17 dicembre, a pochi giorni da Natale, avremo il grande piacere di essere ospiti, per la terza volta, della libreria indipendente milanese Il Domani. La libreria Il Domani è una delle realtà legate al circuito delle Librerie Indipendenti di Milano, e storico punto di riferimento letterario del capoluogo lombardo. La libreria si trova in Piazza Cadorna 9 (angolo Via Carducci), a due passi dall’omonima stazione ferroviaria.

Il Domani, un anno dopo…

A un anno di distanza dallo scorso 20 dicembre, Westville tornerà protagonista a Il Domani per un’intera giornata: lunedì 17 dicembre saremo presenti in libreria per tutto il giorno, a partire dalle 10. Saremo pronti per firmare copie, chiacchierare con i lettori, dare e ricevere consigli letterari, discutere delle novità letterarie dell’anno che sta per concludersi e di quello che verrà, scambiare opinioni in merito a cinema, serie tv e tutto quello che ruota attorno al mondo del noir e, last but not least, soddisfare le curiosità dei lettori riguardo al mondo di Westville.

Qualche anticipazione?

L’occasione sarà propizia anche per regalare, al pubblico più curioso ed esigente, qualche piccola informazione in anteprima riguardo al nostro nuovo progetto letterario, al quale stiamo lavorando attivamente ormai da diverso tempo. Un nuovo capitolo della saga di Westville? Chissà…

L’appuntamento è per lunedì 17 dicembre, a partire dalle ore 10, presso la libreria Il Domani.
Nel frattempo, continuate a seguirci sulla pagina facebook di Westville e sul sito ufficiale www.westville.it

Dove trovare Westville?

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Vi ricordiamo che Westville è sempre disponibile sui più importanti store online (Amazon, Ibs, Mondadori, Feltrinelli, Rizzoli, etcetc) sia in versione cartacea che in formato digitale. Inoltre, alcune copie cartacee sono sempre disponibili a scaffale nelle seguenti librerie di Milano e provincia:

  • Nuova Terra, Via Giolitti 14, Legnano (Milano)
  • Trittico, Via San Vittore 3, Milano
  • Il Domani, Piazza Cadorna 9 – angolo Via Carducci, Milano
  • Hellisbook, Via Losanna 6, Milano

SAVE THE DATE – Lunedì 17 dicembre, ore 10, Libreria Il Domani (Piazza Cadorna 9, angolo Via Carducci)

Da Alberto a 4Fortys

La vita riserva sempre meravigliose sorprese soprattutto quando meno te le aspetti: sliding doors capaci di modificare in un solo attimo il corso degli eventi. Sulla mia strada, caso o meno, è giunto, inaspettato, questo fulmine a ciel sereno. Sulla mia strada,  la possibilità di poter intervistare uno tra i più grandi compositori e cantautori del nostro panorama musicale.
Un uomo che ha attraversato le ultime quattro decadi regalandoci stupore e sorpresa; canzoni immortali, vere e proprie poesie su pentagramma: un incantesimo perfetto in grado di sormontare anche le più complesse avversità che si sono paventate soprattutto a inizio carriera.
Combinazioni alchemiche perfette, trasmutate in armonia, musicalità e poetica. Canzoni che sono state in grado autonomamente di sfondare quel fronte artificioso, ostruzionistico e ipocrita di certa “industria discografica” in quel lontano 1979.

Alberto Fortis: un artista eclettico e innovatore

Artista eclettico, Alberto Fortis. Sperimentatore e innovatore al contempo: nelle sue vene scorrono il Pop,  l’R&B, il Soul e, un riuscito tentativo di approcciare (1984) al pseudo-Rap con Plastic Mexico.
Ricercatore dello spirito, sognatore avventuroso, in questi primi 40 anni di carriera Alberto Fortis ha saputo sempre mettersi in gioco, raccontando finemente se stesso, e i NOSTRI tanti noi stessi.  E lo ha fatto con lo strumento che più gli è consono: la sua musica, i suoi dischi.
In questo ultimo lavoro c’è una sorta di summa, un resoconto creativo, per nulla autocelebrativo. Niente in assoluto di autoreferenziale, anzi.

Fortis
Alberto Fortis (foto via: repubblica.it)

In 4Fortys – uscito a giugno per Azzurramusic – emerge prepotentemente lo spirito di rivisitazione e di reinvenzione di quel masterpiece che è Alberto Fortis uscito nel 1979: troveremo pezzi per piano e voce live in studio; verremo ammaliati dalla nuova versione di Settembre; saremo inchiodati ai sentimenti e ai ricordi con la coinvolgente versione de Il Duomo di notte: ma non basta, lo stupore continua con tre classici di Alberto completamente rivisitati. Inoltre tre brani live con la Milandony Melody Band.
Insomma un Loop ben congegnato, un progetto che salda il legame con il passato; rinvigorisce l’attuale, e guarda al futuro con ottimismo.

Un progetto del quale ci piacerebbe conoscere la sua nascita: da Alberto Fortis a 4Fortys, 40 anni sono alle spalle, cosa si trova di quel ragazzo esordiente in questo nuovo album?

Di quel ragazzo esordiente NON mi ritrovo alcune paia di ALL STAR che avevo comprato alla Vigilia del primo album e un po’ di fiducia in più nel “Mondo Musicale”. Di contro i percorsi seguiti anche all’estero e le esperienze che ti forgiano, rendono ancora più interessante una scommessa che continua a fondarsi su una sete di Bellezza e di Ricerca che è inversamente proporzionale alla notte sociale artistica che stiamo attraversando : e ne sono fiero

Cosa la ispira di più nel produrre i suoi pezzi: dove nasce lo spunto per comporre una canzone, e di conseguenza, un album. Guardarsi attorno, osservare la realtà circostante può essere sufficiente?

Essere ispirati e creare Ⓜ️usica, se davvero si è nati per quello, è una convergenza di DNA, stimoli esterni e metabolismo interno, che ha il DirittoDovere di essere poi esplicitato per la legge fondamentale dell’Arte: la Condivisione. È come l’intuizione: l’intuizione è la somma dell’immaginazione e della forza di volontà . “artisti” (qui è dovuto il minuscolo anche dopo il punto) come Young Signorino immaginano e si sforzano di fare schifo: e ,tutto sommato, dobbiamo ringraziarli, perché non Ci richiedono neanche troppa immaginazione per capire che ci riescono benissimo.

Milano è cambiata e tanto.  La metropoli del “tutto e subito”, in perenne cambiamento, liquida e individualista ha ancora margini di spazio per il sociale: si sente ancora figlio adottivo di una città nota per il suo famoso “Cör in man ” oppure se ne è distaccato?

Ⓜ️ilano rimane un’eccellenza italiana: se ci fossero 5 Milano in Italia, saremmo un Paese Leader Internazionalmente. L’Anima può benissimo convivere con la velocità, anzi, se ne può nutrire

Datacrazia, algoritmi, microcircuiti: quanto possono esser utili, e quanto ce ne dovremmo discostare, secondo lei c’è la possibilità di mediare in questo rapporto, oppure il rischio di  venirne sopraffatti è concreto?

Nternet è la metamorfosi del Libero Arbitrio e si stanno creando piani paralleli, fisici e virtuali: sta a Noi far sì che la meraviglia non diventi obsoleta e dannosa tentazione. Anche Caronte penso si possa annoiare del suo lavoro, ma cerca sempre di portare qualche bella Donna in barca.

Concerti, produzioni, video, interviste: come passa il tempo libero Alberto Fortis. Quali generi musicali ascolta? Legge libri, frequenta le mostre?

Tutto sommato il Tempo Libero non esiste: meglio allenarsi a una Ⓜ️ente Libera in un Tempo sempre più occupato. Anche quando si cammina e si ritira uno scontrino, c’è sempre fortunatamente una Signora Melodia che si annuncia e prende il suo Spazio nello Spazio. Preferisco le Mostre e l’afflato d’Arte immediato e in movimento: la lettura,forse, non nutre più come una volta, perché la Nostra Fantasia ormai esplora e lavora in modalità più tridimensionali. A volte leggere è come guardare la rotta sullo schermo intanto che si vola: preferisco guardare dal finestrino. Detto questo, prima bisogna saper leggere per capire la rotta

Il degrado culturale dei nostri tempi influenza, secondo lei, le nuove produzioni musicali: penso ai fenomeni social nati principalmente da You Tube e affini, laddove la parola “gavetta” non sembra venire minimamente contemplata: c’è un’eredità che rischia di essere smarrita?

Questa domanda ha già la sua parziale risposta al punto 2: la risposta soffia nel vento, il vento spazza via molte cose ma solleva anche la sabbia; e scopre la roccia quella solida. Pertanto niente viene cancellato: ciò che più è pericoloso è la distrazione e una volontà di indurla. Ma chi promuove il vuoto si ritroverà riempito di dolore, cosi come, al contrario, chi riempirà il suo dolore creerà spazi per volersi bene

Fortis
La copertina di 4Fortys

In questi giorni è attesa la sentenza della Corte di Strasburgo sulla tutela dei Diritti d’Autore: è possibile secondo lei limitare e contrastare i cosiddetti “colossi del web” oppure le Lobby dell’Industria culturale e musicale continueranno, come dire, a dettar la “LORO” legge?

È senz’altro possibile apportare dei rimedi, è molto difficile che vinca una volontà di farlo. È un indice della rituale stupidità in cui vive la maggior parte del Settore Musica: per quanto mi riguarda sono fermamente, ingenuamente convinto che, pur usando gli stessi codici molto discutibili, se venisse veicolato un prodotto generalmente più sostanziale e bello si venderebbe anche di più. Ma, come diceva un grande manager con cui ho lavorato per molti anni, non ho mai visto un asino diventare un cavallo. W L’Arte Musica e facciamo in modo che l’umiliazione, nuova Virtù dei Sensibili, non abbia senso se non per un motivo: trasformarsi in un magnifico colorato boomerang.

Paul Valery disse che il futuro non è più quello di una volta, lei come guarda al suo: cosa farà da grande Alberto Fortis?

Per quanto riguarda il Futuro, sto cercando Turo, perché se Turo fu, vuol dire che anche sarà: e lì c’è la Risposta

PS: i link social e siti web
www.facebook.com/fortisalberto/ 
http://www.albertofortis.it
https://twitter.com/albertofortis

True Detective 3 – tutto quello che c’è da sapere

True Detective 3 è finalmente una certezza. La HBO ha rilasciato il primo teaser trailer della terza stagione, comunicando che la messa in onda del primo episodio è prevista per il 3 gennaio 2019. La folgorante prima serie, con due magistrali Matthew McConaughey e Woody Harrelson come protagonisti, aveva scatenato l’entusiasmo collettivo. La seconda stagione aveva invece deluso le aspettative di pubblico e critica.

Il protagonista di True Detective 3

True detective 3
Mahershala Ali (foto via TvSerial)

Protagonista di True Detective 3 sarà il Premio Oscar Mahershala Ali, vincitore della statuetta per la pellicola Moonlight. Un nuovo caso, nuovi protagonisti e nuova ambientazione. Come da tradizione, per questa serie antologica, giudicata una delle migliori degli ultimi dieci anni. La terza stagione è ambientata sull’Altopiano d’Ozark. Si tratta di una regione geografica prevalentemente montuosa, situata al centro degli Stati Uniti, tra Missouri, Arkansas, Oklahoma e Kansas.

Il trailer

Nel trailer, della durata di circa un minuto, compare il detective della polizia di stato dell’Arkansas, Wayne Hays, raccontato in tre differenti epoche – come nel caso di Rusty Cohle durante la prima stagione – ossessionato dalla risoluzione di un caso.A spalleggiare Mahershala Ali sono presenti nel cast anche Mamie Gummer, Stephen Dorff e Carmen Ejogo. Altre indiscrezioni riguardano la regia: Daniel Sackheim ha diretto i primi due episodi ma, nel corso della stagione, dietro la macchina da presa si è posizionato anche lo stesso Nic Pizzolatto, sceneggiatore e creatore della serie. A proposito della sua abilità di scrittura, abbiamo già parlato in passato sulle pagine di Westville News.

Cosa aspettarsi?

Cosa dobbiamo aspettarci dalla terza stagione di True Detective? Un ritorno alla profondità della prima serie, applaudita come una delle migliori opere del decennio, forte di un intreccio complesso ma perfetto nel suo sviluppo e di un cast in forma smagliante nel quale spiccava un leggendario Matthew McConaughey. Oppure un mezzo flop, come quello rappresentato dalla seconda serie, potenzialmente molto buona ma priva di protagonisti all’altezza e penalizzata da un intreccio troppo complesso e molto meno coinvolgente rispetto alla prima stagione. Ai posteri l’ardua sentenza.

Country Dark di Chris Offutt: crudo, graffiante, epico, imperdibile

Dopo qualche settimana di silenzio – assolutamente motivato, ve lo possiamo assicurare – tornano i consigli letterari del blog di Westville. Oggi parliamo di Country Dark di Chris Offutt, una delle novità più interessanti della presente stagione letteraria. Stiamo parlando di un romanzo che, dopo il clamore dettato dalla novità, non finirà certo nel dimenticatoio, ma andrà a soggiornare stabilmente nello scaffale dedicato ai vostri romanzi preferiti. Il perché ve lo spieghiamo nell’articolo.

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Chris Offutt

Il pubblico italiano ha avuto modo di apprezzare le doti di questo scrittore sessantenne originario del Kentucky con la raccolta di racconti Nelle terre di nessuno, pubblicata lo scorso anno da Minimum Fax, una realtà editoriale da sempre attenta a quello che di buono accade nel panorama letterario statunitense. Dopo il meritato successo di questa prima pubblicazione, nel mese di giugno di quest’anno è comparso sugli scaffali delle librerie Country Dark, secondo romanzo di Chris Offutt, autore anche di due raccolte di racconti e tre memoir, di prossima pubblicazione sul mercato italiano.

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Chris Offutt (foto via: www.minimaetmoralia.it)

Country Dark

Il romanzo si apre con il taciturno protagonista Tucker, plurimedagliato reduce della guerra di Corea, impegnato nel ritorno nell’aspra e selvaggia terra natia, quel Kentucky popolato da fuorilegge, ancora dominato dalla natura selvaggia che ne detta i ritmi di vita e le abitudini. Sulla strada del ritorno, Tucker incontra Rhonda e se ne innamora, non dopo averla salvata dalle aggressioni a sfondo sessuale perpetrate dallo zio.

Dieci anni dopo, la coppia è sposata e conduce una vita felice, unita da un amore reciproco viscerale e dall’affetto incondizionato per i numerosi figli avuti, alcuni dei quali disgraziatamente nati con dei deficit psichici. Nel frattempo, Tucker si è trasformato in un esperto contrabbandiere di alcool alle dipendenze del furbo Beanpole. Tuttavia, una grave minaccia incombe sull’equilibrio della famiglia. Tucker non esiterà a imbracciare nuovamente le armi per difendere le persone che ama, arrivando a mettere sul piatto la propria vita in un’escalation di violenza inaudita ma razionale.

offuttViolento, autentico, crudo: vero

Country Dark è una lettura imprescindibile per chiunque ami la letteratura americana, in particolare per coloro che amano quei setting rurali made in usa. Quella raccontata da Country Dark è una storia cruda, violenta, viscerale, ma sempre dominata dall’amore, la forza motrice di tutte le azioni intraprese da Tucker: l’amore per la sua famiglia, per la sua casa e per la sua terra. Violenza efferata si alterna ciclicamente con una dolcezza commovente, in un microcosmo rurale e selvaggio, lontano anni luce dalla contemporaneità, ma dotato di quella sincerità che spesso manca nella società di oggi, in tutti i livelli.

Offutt è un fuoriclasse della scrittura, e in questo romanzo dimostra tutte le sue qualità. Una sapiente scelta lessicale pennella le dettagliate descrizioni naturalistiche, mentre nei dialoghi, asciutti e graffianti, l’autore si esibisce in una capacità di sintesi efficace e fuori dal comune. Differenti tonalità di colore si mescolano creando un affresco incantevole e dal fascino intramontabile. Siamo sicuri che Country Dark diventerà in poco tempo un classico della letteratura americana contemporanea. Pertanto, vi invitiamo a prenderlo seriamente in considerazione nel momento in cui vi trovate tra gli scaffali delle librerie per scegliere le letture da portare con voi in vacanza.

Alberto Staiz

Jessica Jones 2 – la vera svolta neo noir della serie Marvel-Netflix

Jessica Jones 2 è “semplicemente” avvincente.

Sembra vago e poco incisivo come commento, ma è davvero il punto. Con la quantità di prodotti per lo streaming che attualmente vengono sfornati, sempre più spesso s’incappa in storie inconcludenti. Le serie vengono tagliate a metà senza vergogna. Molte sono anche le serie carenti di minuzia nell’intreccio. Con questa seconda stagione, Marvel e Netflix danno un altro giro alla vite. Si dimostrano entrambe preparate a prendere l’eredità della prima stagione, e ampliare l’universo dei Defenders.

Il punto è che Jessica Jones 2 si distacca in parte dal filtro patinato del cinecomic. Ma è un prodotto che va analizzato sotto diversi punti di vista. Insomma, una seconda stagione che si avvicina maggiormente all’immaginario noir moderno.

Krysten Ritter

Krysten Ritter il grande fuoco Jessica Johnes 2 Westville News

La copertina del romanzo

Questa volta dobbiamo spendere una parola in più sull’attrice protagonista. Rispetto all’articolo che parlava della prima serie, qualcosa di significativo è successo nella vita della Ritter. Nel mese di Marzo di quest’anno infatti è stato pubblicato Il grande fuoco. Edito da Sperling & Kupfer il romanzo di Krysten Ritter – che non abbiamo ancora letto – si presenta come un intricato triller, con diverse sfumature, dal giallo al nero, passando per il drama psicologico e legale.
Promettendo di leggerlo al più presto, non possiamo che essere contenti che una giovane attrice, produttrice, doppiatrice carismatica e talentuosa abbia da offrire la sua creatività anche nel campo della scrittura.

Jessica Jones 2 è un Noir

Si, lo è. Il background della serie è un voluto cliché nel quale l’intreccio viene sapientemente adattato. Krysten Ritter torna magistralmente nella parte della detective privata Jessica, approfondendo un personaggio che già nella prima serie aveva dimostrato spessore. Da vittima di abusi, a solitaria e problematica professionista alla ricerca del suo passato. Se affogare l’amarezza della propria vita nel whiskey è il più antico e classico dei leitmotive del cinema e della letteratura noir, l’intreccio della serie dimostra più modernità e attualità. Va detto che sono molti i personaggi che girano attorno alla vicenda principale, e quindi sono davvero innumerevoli le tematiche proposte. Il lato noir del prodotto non è solo nel personaggio di Jessica, ma nella violenza con cui vengono proposti spunti di riflessione delicati: dalla fiducia alla malattia, dall’abuso all’omicidio. Il tutto perfettamente inserito in un contesto attuale e urbano.
Se la Ritter dimostra di conoscere – e apprezzare – il lato noir di questa serie, la produzione non lascia certo al caso i riferimenti a certe tematiche.

Jessica Jones 2Femminismo o provocazione? 

Come nella prima serie, la maggior parte delle persone impiegate nella produzione di questa serie sono donne. Se nella prima serie era palese questa componente, nella seconda lo è ancor di più tanto da arrivare a risultare quasi una provocazione. Poteva essere un disastro, da marchetta, per attirare più pubblico femminile verso il mondo Marvel. Invece il risultato è convincente e profondo. Indice del fatto che la Rosenberg come ideatrice e showrunner del programma è abile nel bilanciare elementi della storia con critiche sociali a un mondo evidentemente maschilista e fallocratico. Il risultato è una commistione piacevole di spunti di riflessione e scene avvincenti. Non tutte le donne della serie sono personaggi positivi. Anzi, la stessa Jessica, malgrado sia vittima essa stessa degli episodi sgradevoli che la vita ci propone (morte di familiari, disagio, tragedie giovanili, ecc.) è un cattivo esempio. Alcuni personaggi sono mossi da buoni ideali, ma vanno contro l’abitudinaria morale Marvel: non uccidere. Se a farlo è un personaggio che siamo abituati a considerarlo nella fazione dei buoni, il messaggio risulta ambiguo, e lascia spazio allo spettatore di ragionare sull’argomento. Ottimo lavoro!

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Accoglienza è critica

Con una media positiva, la seconda stagione non riesce comunque ad eguagliare il successo della prima. Statisticamente è quasi matematico.

Jessica Jones 2 criticaQuello che mi fa specie è leggere alcune voci autorevoli, come la CNN criticare la serie per la lentezza. Lo stesso autore dell’articolo ammette l’appeal noir della serie, ma lamenta una mancanza di ritmo nella vicenda. Davvero bizzarra l’idea di cercare ritmo e azione in un prodotto noir, quando la cosa che più ci interessa è vivere una continua sensazione di disagio. Essere colpiti dai dialoghi, dalle immagini, anche statiche e ricercare una forma di denuncia, più che di muscoli, effetti speciali e ritmo. La seconda stagione di Jessica Jones racconta una storia di disagio e difficoltà. I rapporti tra i personaggi sono mutevoli. Amici che diventano nemici, alleanze improbabili e cambi di posizione repentini. Il ritmo c’è, ma in un altro senso.

Jassica Jones 2 e la musica

Questa seconda stagione ha visto Sean Callery riconfermarsi giustamente alle musiche e all’audio. Se il lavoro sulla prima stagione era stato ottimo, in questa seconda Callery pesca sapientemente le atmosfere dai classici del cinema. Nelle musiche di Jessica Jones 2 c’è il jazz di genere, miscelate all’arte del compositore americano, abile a ricreare suoni ed effetti con articolate lavorazioni digitali. Una chicca piacevole che completa un ottimo prodotto.

Vittorio Bottini

Elliott Chaze, La fine di Wettermark: riscoprire i classici

Elliot Chaze fa parte di quel nutrito gruppo di scrittori che – si veda l’incredibile caso di Richard Yates – per le più svariate e incomprensibili ragioni, sono stati dimenticati sia dal pubblico che dalla critica. Per fortuna, a volte capita che questi autori vengano riscoperti e ripubblicati, facendo loro guadagnare l’attenzione che meritano.

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Elliott Chaze

Chaze Wettermark

Elliott Chaze

Questo è quello che sta accadendo con Elliot Chaze (1915-1990), un autentico maestro del noir letterario, ingiustamente dimenticato dalla critica e dal pubblico. Autore di una decina di romanzi, giornalista, paracadutista durante la Seconda Guerra Mondiale, Chaze si è ritagliato un piccolo spazio nella storia del noir. I suoi romanzi non sono polizieschi al 100%. Possono essere definiti come noir letterari. Al di là dell’intreccio, semplice e lontano anni luce dai complessi meccanismi ricchi di colpi di scena propri del noir più recente, i libri di Chaze brillano per una prosa elegante, efficace, colta ma mai sopra le righe. Grande spazio alle sapienti descrizioni dei setting e dei personaggi minori, pennellati con maestria da uno scrittore che fa dello stile asciutto ma brillante il suo marchio di fabbrica.

Dopo Il mio angelo ha le ali nere, è da poche settimane comparso sugli scaffali delle librerie anche La fine di Wettermark, un autentico manifesto delle capacità narrative di questo scrittore sconosciuto al grande pubblico.

La fine di Wettermark

La fine di Wettermark è il secondo romanzo di Elliot Chaze pubblicato in Italia dalla editrice Mattioli 1885. Cliff Wettermark è un uomo medio, nel vero senso della parola. Un antieroe. Un uomo comune, con tutti i suoi pregi e difetti. Romanziere fallito, giornalista licenziato malamente dall’Associated Press prima e dal Times-Picayune poi, Wettermark campa con una collaborazione per il piccolo giornale della cittadina di Catherine, Mississippi.

Un vita frustrante e senza stimoli quella del protagonista. Un debito di 400 dollari con la banca; la moglieWettermark Margaret bisognosa di cure dentarie e un lavoro senza sbocchi, ne stimoli. Un matrimonio, quello tra Cliff e Margaret, che si trascina stancamente giorno dopo giorno senza la felicità dei primi anni, alimentato solo dalla consuetudine e dalla paura di rimanere soli.

Il punto di svolta arriva nel momento in cui Wettermark scrive per il giornale di una insolita rapina avvenuta in una banca locale. Un furto quasi improvvisato, apparentemente semplice e senza spargimenti di sangue, il cui colpevole sembra volatilizzato nel nulla. Wettermark riflette sull’accaduto e, come mosso da una forza implacabile, decide di organizzare una rapina per poter finalmente sanare i suoi problemi economici.

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Ironico, tragico, disilluso: un must read

La fine di Wettermark rappresenta un manifesto assoluto del buon scrivere. La prosa di Chaze è elegante, colta ma mai ridondante. In defintiva molto efficace. Il romanzo, la cui trama è indubbiamente semplice, alterna ironia, scetticismo, disillusione nichilista a speranza, tensione e azione. Una sapiente mescola di elementi molto diversi tra loro, ma perfettamente amalgamati. La fine di Wettermark (datato 1969) può essere definito come un noir-non noir. Noir per la tematica di fondo, le parti ricche di tensione, e l’incalzare dell’intreccio. Non-noir per la forte componente narrativa e sociale presente nelle sue pagine e per lo stile di scrittura di Chaze, raffinato ed efficace, al pari di tanti scrittori molto più blasonati. La fine di Wettermark rappresenta un classico da riscoprire senza se e senza ma. In defintiva, un must read.

Starsene da soli è una faccenda delicata, l’intimità va calibrata in modo così fragile che – anche se uno l’ha desiderata – quando ne hai anche appena un poco di più di quello che ti serve, non è più affatto intimità. Non è più un lusso. Diventa solitudine, e la solitudine non è in alcun modo simile all’intimità, sebbene l’una e l’altra siano fatte della stessa sostanza.” (Elliott Chaze)

Il caso Kellan, un noir di Franco Vanni

Il caso Kellan è un romanzo noir di fresca pubblicazione per Baldini & Castoldi (323 pp., 17 euro). L’autore, Franco Vanni, è un cronista giudiziario di Repubblica, che nel 2015 ha pubblicato Il clima ideale, suo primo romanzo. Uno scrittore ancora giovane, ma intraprendente e talentuoso, che ha saputo sfornare un ottimo noir che nulla ha da invidare a pubblicazioni di autori più blasonati.

Steno Molteni

L’accattivante protagonista de Il caso Kellan è Steno Molteni, un ventiseienne giornalista di cronaca nera per il settimanale “La Notte”. Donnaiolo e amante del buon bere, Steno guida una Maserati Ghibli del ’70 e vive nella stanza 301 dell’Albergo Villa Garibaldi, dove lavora come barman serale alle dipendenze del serafico signor Barzini. Una telefonata di Scimmia, amico e poliziotto della squadra mobile, informa Steno dell’uccisione di Kellan Armstrong, giovane figlio del console americano. Un delitto in apparenza misterioso, che tuttavia affonda le sue radici nell’ambiente degli incontri gay. Steno si mette sulle tracce degli “Spazzini”, una ignota banda di giovani omofobi che aggrediscono gli omosessuali nei luoghi scelti per i loro incontri.

KellanPolizia e servizi segreti sulle tracce di Kellan

Mentre Steno prosegue le sue indagini, la narrazione si sposta sulle ricerche effettuate dalla polizia, impegnata nella difficile soluzione del caso, capeggiata dall’agguerrito pubblico ministero Maria Cristina Tajani. Nello stesso tempo, il padre di Kellan si affida all’esperienza dell’amico Han, cuoco vietnamita al soldo della Cia. L’obbiettivo è scoprire la verità sull’uccisone del figlio, presentando all’opinione pubblica ancora ignara del delitto, una versione dei fatti che non infanghi la memoria di Kellan e di conseguenza non intacchi la carriera politica del padre.

Mistero e intrighi a Milano

Vanni confeziona un ottimo noir che affonda le sue radici nei classici del genere, e si sviluppa con originalità e verosimiglianza. La tradizione del noir metropolitano milanese (Scerbanenco su tutti) è presente nella penna di Vanni, che riesce nell impresa di non risultare “provinciale” o poco originale. L’intreccio del romanzo è ben costruito e i personaggi, nessuno escluso, sono molto ben caratterizzati: da Scimmia, alla dura Tajani, fino al mendicante Alberto, che tutte le notti si occupa di sorvegliare a vista la Maserati di Steno. Spicca su tutti il protagonista Steno. Giovane, determinato e intraprendente, con quel pizzico di insolito che lo rende ancor più affascinante. Un personaggio che ha tutte le carte in regola per poter diventare seriale.

Nota di merito anche per l’ambientazione. Una Milano cupa, sommersa dalla neve, (Jo Nesbo insegna), in perenne bilico tra il marciume dei bassifondi e lo splendore dell’alta società ricca e viziata.

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Noir milanese in salute

Franco Vanni dimostra, con Il caso Kellan, che la scena noir italiana è in ottima salute, potendo contare non solo sui grandi nomi ma anche su una folta schiera di giovani autori capaci e intraprendenti. Autori che hanno imparato la lezione alla perfezione e hanno le carte in regola per proseguire sulla strada tracciata dai grandi di questo genere.



Westville in Milano pt. 4 – Sabato 7 Aprile alla libreria Hellisbook

Prosegue il tour promozionale di Westville con una nuova tappa nel capoluogo milanese. Sabato 7 aprile ci potrete trovare alla libreria Hellisbook di Milano, situata in via Losanna 6, a due passi da Corso Sempione.

Westville in Milano

Siamo giunti alla sesta tappa promozionale di Westville, la quarta sul territorio di Milano. Dopo le esperienze stimolanti e soddisfacenti alle librerie Trittico e Il Domani, avremo l’onore di essere ospiti di un’altra libreria indipendente del capoluogo lombardo: la libreria Hellisbook. Il programma è lo stesso delle precedenti presentazioni. Ci troverete tra gli scaffali della libreria, pronti per parlare di letteratura, noir, editoria, cinema e ovviamente, di Westville. L’orario di apertura nella giornata di sabato della libreria Hellisbook è dalle 10 alle 14 e dalle 15 alle 19. Saremo presenti in libreria per tutta la giornata, pronti per conoscere nuovi lettori e promuovere la nostra opera.

Hellisbook

Hellisbook

La libreria Hellisbook

La libreria Hellisbook è una solida realtà indipendente, appartenente – come le altre librerie che hanno ospitato Westville e i suoi autori – alla LIM (Librerie Indipendenti Milano). Un luogo accogliente, caldo, gestito con passione e tanto amore per i libri. Un’attività avviata alcuni anni fa, che si è distinta anche per un’instancabile opera di organizzazione di eventi promozionali di varia natura. Alla libreria va il nostro ringraziamento più sincero, per aver accettato di ospitarci.

Dove trovare Westville

L’appuntamento è quindi fissato per sabato 7 aprile a partire dalle ore 10 alla libreria Hellisbook di Milano, Via Losanna 6 (zona Corso Sempione). Gli orari di apertura sono dalle 10 alle 14 e dalle 15 alle 19.

 

 

Ricordiamo che Westville è acquistabile su maggiori store online, sia in formato cartaceo che digitale. Inoltre, è possibile trovare Westville a scaffale nelle seguenti librerie:

Nuova Terra (Via Giolitti 14, Legnano)

Libreria Trittico (Via San Vittore 3, Milano)

Il Domani (Piazzale Cadorna 9 – angolo Via Carducci, Milano)

Hellisbook (Via Losanna 6, Milano)

Natale 2017: Westville torna alla libreria Il Domani di Milano

Come anticipato in uno degli articoli più recenti del nostro blog, Westville torna alla libreria Il Domani di Milano. La storica libreria milanese, situata in Via Carducci (Angolo Piazzale Cadorna), ci aveva già ospitato lo scorso mese, martedì 21 novembre. Una giornata nella quale abbiamo avuto modo di entrare in contatto con la ricca e variegata clientela di una delle librerie più antiche di Milano. Una giornata ricca di spunti e temi, che ci ha permesso di ampliare il nostro pubblico e di riflettere sui pareri letterari più interessanti raccolti tra tutte le persone che abbiamo avuto il piacere di incontrare.

Il Domani – Parte II

Il Domani

Westville in vetrina

Mercoledì 20 dicembre potrete ancora trovarci tra gli scaffali de Il Domani, per chiacchierare di letteratura, scrittura, editoria, società, cultura in generale. E perchè no, anche per dare una mano a Luisa e Ivano nello smaltimento del flusso di clientela, senza dubbio abbondante in quella che sarà una delle ultime giornate disponibili per l’acquisto degli ultimi regali di Natale. Il consiglio che possiamo darvi è semplice: regalate un libro a Natale. E per i vostri acquisti, scegliete sempre una libreria indipendente.

Ovviamente, anche questa volta non vediamo l’ora di rispondere a tutte le domande che ci verranno sottoposte, riguardanti Westville e il mondo che gira attorno a questo romanzo. Saremo presenti in libreria durante tutto l’orario d’apertura, quindi a partire dalle 8.30 fino alle 19.30, orario di chiusura.

Dove trovare Westville?

Ricordiamo, come sempre, che Westville è disponibile sui maggiori store online (Amazon, Ibs, Mondadori, Feltrinelli, Rizzoli, etcetc) sia in versione cartacea che in formato digitale. Inoltre, diverse copie cartacee sono disponibili a scaffale nelle seguenti librerie di Milano e provincia:

  • Libreria Nuova Terra, Via Giolitti 14, Legnano (Milano)
  • Libreria Trittico, Via San Vittore 3, Milano
  • Libreria Il Domani, Via Carducci angolo Piazzale Cadorna, Milano