Il caso Kellan, un noir di Franco Vanni

Il caso Kellan, un noir di Franco Vanni

Il caso Kellan è un romanzo noir di fresca pubblicazione per Baldini & Castoldi (323 pp., 17 euro). L’autore, Franco Vanni, è un cronista giudiziario di Repubblica, che nel 2015 ha pubblicato Il clima ideale, suo primo romanzo. Uno scrittore ancora giovane, ma intraprendente e talentuoso, che ha saputo sfornare un ottimo noir che nulla ha da invidare a pubblicazioni di autori più blasonati.

Steno Molteni

L’accattivante protagonista de Il caso Kellan è Steno Molteni, un ventiseienne giornalista di cronaca nera per il settimanale “La Notte”. Donnaiolo e amante del buon bere, Steno guida una Maserati Ghibli del ’70 e vive nella stanza 301 dell’Albergo Villa Garibaldi, dove lavora come barman serale alle dipendenze del serafico signor Barzini. Una telefonata di Scimmia, amico e poliziotto della squadra mobile, informa Steno dell’uccisione di Kellan Armstrong, giovane figlio del console americano. Un delitto in apparenza misterioso, che tuttavia affonda le sue radici nell’ambiente degli incontri gay. Steno si mette sulle tracce degli “Spazzini”, una ignota banda di giovani omofobi che aggrediscono gli omosessuali nei luoghi scelti per i loro incontri.

KellanPolizia e servizi segreti sulle tracce di Kellan

Mentre Steno prosegue le sue indagini, la narrazione si sposta sulle ricerche effettuate dalla polizia, impegnata nella difficile soluzione del caso, capeggiata dall’agguerrito pubblico ministero Maria Cristina Tajani. Nello stesso tempo, il padre di Kellan si affida all’esperienza dell’amico Han, cuoco vietnamita al soldo della Cia. L’obbiettivo è scoprire la verità sull’uccisone del figlio, presentando all’opinione pubblica ancora ignara del delitto, una versione dei fatti che non infanghi la memoria di Kellan e di conseguenza non intacchi la carriera politica del padre.

Mistero e intrighi a Milano

Vanni confeziona un ottimo noir che affonda le sue radici nei classici del genere, e si sviluppa con originalità e verosimiglianza. La tradizione del noir metropolitano milanese (Scerbanenco su tutti) è presente nella penna di Vanni, che riesce nell impresa di non risultare “provinciale” o poco originale. L’intreccio del romanzo è ben costruito e i personaggi, nessuno escluso, sono molto ben caratterizzati: da Scimmia, alla dura Tajani, fino al mendicante Alberto, che tutte le notti si occupa di sorvegliare a vista la Maserati di Steno. Spicca su tutti il protagonista Steno. Giovane, determinato e intraprendente, con quel pizzico di insolito che lo rende ancor più affascinante. Un personaggio che ha tutte le carte in regola per poter diventare seriale.

Nota di merito anche per l’ambientazione. Una Milano cupa, sommersa dalla neve, (Jo Nesbo insegna), in perenne bilico tra il marciume dei bassifondi e lo splendore dell’alta società ricca e viziata.

Noir milanese in salute

Franco Vanni dimostra, con Il caso Kellan, che la scena noir italiana è in ottima salute, potendo contare non solo sui grandi nomi ma anche su una folta schiera di giovani autori capaci e intraprendenti. Autori che hanno imparato la lezione alla perfezione e hanno le carte in regola per proseguire sulla strada tracciata dai grandi di questo genere.