Dove ambientare un romanzo: il caso di Westville

Dove ambientare un romanzo: il caso di Westville

Dove ambientare un romanzo? Che connotazione dare alla location scelta? Romanzare o rimanere fedeli a un luogo relamente esistente? Descriverlo come esso effettivamente si presenta? O aggiungere un tocco di fantasia e particolari fittizi?

Queste sono solo alcune delle domande che uno scrittore si pone prima di scegliere l’ambientazione nella quale sviluppare un romanzo. Proviamo a rispondere ad alcuni di questi quesiti, prendendo ovviamente come esempio il caso di Westville.

Westville

A quasi un anno dalla pubblicazione di Westville, abbiamo la fortuna di aver parlato con molte persone che hanno letto il romanzo. Amici, conoscenti, sconosciuti incontrati durante le nostre presentazioni, semplici curiosi. Tutte queste persone sono accomunate dal fatto di aver avuto la voglia di immergersi nella lettura del nostro romanzo. Non saremo mai in grado di ringraziarle abbastanza. Il tempo è in fondo il bene più prezioso che abbiamo, e chiunque dedichi parte della propria vita alla lettura di un lavoro in cui credi merita rispetto e un sincero ringraziamento.

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In questi ultimi mesi siamo stati interrogati più volte su diversi aspetti che contraddistinguono Westville. Lo sviluppo della trama. La metodologia di lavoro. I meccanismi di alternanza dei due autori. Ma quella che forse è stata la domanda più ricorrente riguardava la scelta della location. Perchè gli Stati Uniti? Perchè Westville? Come mai non abbiamo scelto l’Italia? Insomma, come si sceglie dove ambientare un romanzo?

Scrivi di quello che sai

Uno dei comandamenti che il buon scrittore, o l’aspirante tale, dovrebbe sempre seguire è quello di scrivere di quello che si conosce. Noi autori di Westville, ovviamente, non lo abbiamo rispettato. In primis bisogna fare una distinzione tra fiction e letteratura di genere. Questa seconda categoria, che comprende fantasy, horror, science fiction, western e appunto il poliziesco – con tutti i suoi sottogeneri – ammette sicuramente più libertà per quanto riguarda la scelte stilistico-tematiche, tra cui c’è anche la scelta della location. Ad ogni modo, sarebbe stato più semplice per noi ambientare il nostro romanzo nella nostra città natale, di cui conosciamo ogni angolo più nascosto. Ma il risultato, probabilmente, non sarebbe stato lo stesso.

romanzo

La Louisiana all’interno degli Stati Uniti

Southern, Louisiana, rock’n’roll

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Rustin Cohle – dalla serie True Detective

Gli Stati Uniti, terra di enormi contraddizioni ma anche di fascino suggestivo e intramontabile, sono da sempre stati per noi una grande fonte di ispirazione. I nostri scrittori preferiti sono perlopiù americani. I nostri musicisti preferiti sono americani, con provenienza dal sud degli Stati Uniti, la terra del blues e del country. I film che hanno scandito la nostra gioventù sono americani. Per non parlare delle serie tv, su tutte la magnifica prima serie di True Detective, che con la sua ambientazione sudista misteriosa e affascinante ha svolto un ruolo di primo piano nella scelta della location di Westville. Letteratura, musica, cinema. Discipline artistiche la cui massima espressione è rappresentata, almeno secondo il nostro gusto, da tutto ciò che proviene dagli Stati Uniti.

Per quanto riguarda la nostra esperienza, alla domanda “dove ambientare un romanzo?” abbiamo risposto con una scelta netta: nel profondo sud degli Stati Uniti, poiché saremmo riusciti a infondere nel lettore un’emozione e un romanticismo superiore, rispetto a location per noi meno sognanti.

Come fare?

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Il fascino e l’attrazione verso questa location ci ha permesso di essere molto più ispirati e liberi di agire

In seguito si è presentato un problema non da poco. Come poter risultare verosimili, senza essere fisicamente mai stati in Louisiana? La soluzione è arrivata di conseguenza. Abbiamo deciso di creare Westville dal nulla, inventarla di sana pianta, per poi inserirla in un contesto geografico ben definito, sviluppandola a nostro uso e consumo. La sua struttura, le sue dimensioni, i suoi abitanti e le sue strade sono state concepite per essere messe al servizio della storia e della narrazione. In questo modo abbiamo aggirato il problema, creando una città fittizia ma che potesse essere verosimile.

Ovviamente non manca una dose massiccia di ricerca e studio, che ci ha portato a rimandare la prima stesura del romanzo di due mesi. Far posto a tutte quelle informazioni all’interno di una trama non era semplice, per cui anche a livello pratico, le tempistiche della stesura stessa si sono dilatate.
La conclusione è abbastanza ovvia: scegliere dove ambientare un romanzo non è impresa da poco. Talvolta può essere motivo di difficoltà, sconforto e dubbi. Ma sono lo studio e la ricerca a rendere il risultato concreto e verosimile.