Deepwater: un bel film, una terribile tragedia

Deepwater: un bel film, una terribile tragedia

westville news blog deepwater horizonEra da tanto che volevo scrivere questo articolo, e finalmente: eccolo qui! Purtroppo gli impegni sono tanti, e il tempo è tiranno. La scorsa notte mi sono obbligato a ritagliami due ore per gustarmi tutta la tragica amarezza di questa pellicola così “densa e viscosa“.

Sono un cinefilo, un’amante del cinema, una delle forme d’arte più evolute attualmente nel panorama della civilizzazione moderna. Il cinema incarna perfettamente il business dell’arte, che si completa di tre fattori fondamentali: le competenze artistiche, le attrezzature e i soldi. Questi tre elementi sono imprescindibili l’uno dall’altro, e Hollywood, negli anni, ne ha dato una prova incontestabile.

Sono un cinefilo, della peggior specie. Inizio la ricerca del film perfetto alle 21.00, con la gioia nel cuore, e finisco per scegliere il più tragico dei drammatici verso le 24.00. Così me ne vado a letto verso le due di notte con la morte nell’anima.
Oggi però voglio scrivere a proposito di un film particolare: Deepwater (titolo originale: Deepwater Horizon)

 

Cos’è Deepwater

Deepwater (sito web) è un film del 2016, diretto da Peter Berg (Cop Land, Collateral, Leoni per Agnelli), e interpretato da Mark Wahlberg, Kate Hudson, Kurt Russel e John Malkovich.
Insomma, una produzione che di certo non scherza.

Deepwater, tristemente tradotto in “inferno sull’oceano”, riprende il nome della piattaforma Deepwater Horizon, l’impianto di perforazione offshore che nel 2010 si incendiò, e successivamente si rovesciò nel Golfo del Messico, insieme a quasi 10 milioni di litri di petrolio, diventando così l’emblema di uno dei disastri ambientali più tragici della storia di questo pianeta. Proprio su questo terribile evento si basa la trama del film, che cerca di raccontare i fatti riportati dai diretti sopravvissuti, romanzando profondamente gli avvenimenti.

Deepwater Horizon

Westville News real Deepwater Horizon

La Deepwater Horizon era un’installazione per la perforazione, di proprietà della compagnia svizzera Transocean, attiva nel settore dei servizi energetici petroliferi. Come altre compagnie, la Transocean fornisce alle multinazionali energetiche le strumentazioni per individuare ed estrarre il petrolio. Questo perché alle compagnie petrolifere conviene noleggiare, tramite un leasing specifico, i suddetti impianti, anziché averne di proprietà, dato l’enorme costo del personale, degli aggiornamenti tecnologici e della sicurezza. Inoltre una compagnia petrolifera generalmente ha punti d’estrazione in tutto il globo, e spostare una piattaforma costerebbe più che noleggiarne una.

Nel particolare la Deepwater era una struttura perfettamente funzionante, concessa dalla Transocean alla BP, la British Petroleum, una multinazionale energetica di cui abbiamo pompe di rifornimento anche in Italia. Una versione evoluta di un progetto già esistente, che avrebbe permesso alla BP di estrarre il petrolio a grandi profondità marine anche nel Golfo del Messico – colpito spesso da burrasche – grazie ad un sistema di spostamento dinamico.

Cos’è successo

Westville News real Deepwater Horizon flamesNon è facile reperire informazioni verosimili sull’incidente, anche perché stando alle dichiarazioni della BP, la Halliburton, una società texana responsabile della gestione delle risorse energetiche, avrebbe cancellato volontariamente delle informazioni che la BP avrebbe usato come prova per la propria innocenza. Successivamente la BP si è dichiarata colpevole di ben undici capi di accusa, per un risarcimento totale verso i paesi colpiti dal disastro. tra cui la Louisiana, di 18,7 miliardi di dollari in 18 anni. Vien da sé pensare che la questione sia comunque poco cristallina, anzi, navighi proprio su una marea nera.

L’unica certezza è che il 30 Aprile 2010 la Deepwater Horizon sia stata avviluppata dalle fiamme, che 11 persone siano morte e che le conseguenze del rovesciamento del petrolio in mare comporterà conseguenze gravissime sulla flora, sulla fauna e sull’essere umano per svariate decine di anni a venire.

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Il film…

Mark Wahlberg interpreta Mark Williams, un elettrotecnico impiegato sulla piattaforma. Un cast d’eccezione contorna la vicenda raccontata, sullo sfondo del terribile disastro: le gesta eroiche di alcuni uomini, Williams su tutti, che nel tentativo di salvarsi, si trasformano a loro volta in salvatori. Purtroppo, come la realtà ci ha raccontato, undici uomini sono comunque rimasti uccisi dalle fiamme, ma la forza di alcuni ha permesso di limitare questo numero, che altrimenti sarebbe stato ben più tragico. Vi segnalo questo bellissimo articolo che parla delle differenze tra il film e la realtà, comparando anche gli attori con le loro controparti reali.

Westville News real Deepwater Horizon movieLa pellicola è stata concepita con dovizia di particolari, e un investimento notevole. Circa 156 milioni di dollari sono stati investiti dalla Lions Gate, nei quali è compresa la realizzazione del più grande set acquatico della storia del cinema. La piattaforma Deepwater Horizon è stata ricostruita all’86% della sua grandezza reale, in una vasca dalle proporzioni bibliche. A far lievitare notevolmente il budget, oltre al cast, sono state le molteplici esplosioni e gli effetti speciali molto curati, che hanno fatto guadagnare al film una nomination agli oscar.

Personalmente ho trovato questo film davvero emozionante. Al di là della storia personale dei sopravvissuti, vedere sullo schermo un film basato su una simile tragedia mi ha un po’ fatto riflettere. Quello che ancora di più mi ha dato da pensare è stato però lo scarso successo che ha ottenuto, ad esempio, al box office italiano. Un film passato totalmente in sordina, che pochi hanno visto e che i più hanno snobbato, quando in realtà è una pellicola che ha avuto il merito di mettere d’accordo critica e pubblico, in direzione positiva.

…e Westville?

Come molti sanno, o hanno capito, Westville ha preso ispirazione proprio da questo triste episodio. In un periodo di forte stress sociale, in particolare il 2010, non poteva che generare rabbia e frustrazione. Dopo qualche anno questa rabbia si è riversata nel romanzo sopracitato, andando a delineare una tragedia simile a quella reale, che fa da sfondo alla Louisiana post disastro descritta all’interno delle pagine del libro. Ad oggi sono passati quasi 10 anni, e questo disastro, le immagini di questa tragedia, mi provocano ancora rabbia e frustrazione.

Ci auguriamo che Westville sia per tutti fonte di intrattenimento ed emozione, ma anche un monito, almeno nel suo piccolo. Essere consapevoli e interessati non può certo fare del male.

Vittorio Bottini


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