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10 imperdibili maestri del noir

Iniziamo una nuova stagione di articoli sul blog di The Westville Series con una carrellata di consigli letterari a tema noir. Ho selezionato dieci autori a mio parere imprescindibili per capire l’evoluzione e le sfumature della letteratura noir degli ultimi decenni. Ovviamente sia tratta di una piccola selezione, basata sulle mie letture più recenti e sul mio gusto personale: non me vogliate se ho tralasciato qualche nome degno di menzione. Ho volutamente ignorato gli scrittori italiani, semplicemente perché mi piacerebbe trattare il tema in separata sede, magari in uno dei prossimi articoli del blog. I vostri scrittori noir preferiti quali sono? Potete lasciare un breve commento con le vostre proposte di lettura. Ecco i miei suggerimenti, accompagnati anche da qualche suggerimento cinematografico. Buona lettura!

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Raymond Chandler

Come non citare il capostipite (a pari merito con Dashiell Hammett) del genere hard-boiled? Le indagini del detective Philip Marlowe – prototipo dell’investigatore solitario, tormentato, bevitore e perennemente al verde – sono entrate nell’immaginario collettivo, anche grazie a numerose fortunate trasposizioni cinematografiche. Tutti i sette romanzi con protagonista Marlowe sono di qualità altissima, e vi consiglio vivamente di leggerli tutti. Se dovessi scegliere un titolo, non esiterei a dire Il lungo addio, un capolavoro assoluto della letteratura americana del ‘900, non solo noir.

noir

Jo Nesbo

Più di trenta milioni di copie vendute (dato aggiornato al 2017, quindi sono verosimilmente molte di più): basterebbe questo ad annoverare il norvegese Jo Nesbo tra i massimi esponenti del noir mondiale. Nesbo rappresenta il portabandiera di quella scuola noir nord-europea che tanta fortuna sta raccogliendo negli ultimi anni. Trame complesse con colpi di scena a ogni finale di capitolo, e una scrittura semplice e molto scorrevole, fanno dei romanzi di Nesbo magnifici noir-thriller dall’alto tasso di coinvolgimento. La lunga serie con protagonista Harry Hole rappresenta il manifesto letterario dell’autore norvegese: i romanzi possono essere letti slegati l’uno dall’altro, anche se la vita del protagonista è in continua evoluzione. Romanzi consigliati: Il pettirosso, Polizia, e L’uomo di neve.

Jean Claude Izzo

Francese di chiara origine italiana, Izzo è un esponente di spicco della corrente chiamata noir mediterraneo. Imperdibile la sua trilogia marsigliese, da leggere in rigoroso ordine di pubblicazione, composta di Casino Totale, Chourmo e Solea. Protagonista l’ex poliziotto disilluso Fabio Montale. Scrittura semplice ma raffinatissima e molto evocativa, e intrecci brillanti che vanno a pescare nel marcio dei bassifondi di Marsiglia, sono i punti forti di una trilogia a dir poco incantevole e poetica. Unico rammarico, la morte dell’autore nel gennaio del 2000, a soli 54 anni.

James Ellroy

The Mad Dog, il cane pazzo della letteratura americana. James Ellroy è un autore unico per stile, capacità narrativa, complessità d’intreccio e produttività, con una vita privata ricca di episodi incredibili (dall’omicidio – ancora insoluto – della madre, alla vita da vagabondo prima di diventare scrittore) che aggiunge un tocco di fascino a uno scrittore che non ne avrebbe certo bisogno. Bastano, infatti, i suoi romanzi, capolavori assoluti del genere. Imprescindibile la quadrilogia di Los Angeles, un must read, tra cui spicca il magistrale L.A. Confidential, da cui è stato tratta la celebre (e godibile) pellicola.

Edward Bunker

Il re dei romanzi carcerari Edward Bunker si è meritatamente ritagliato un posto nell’élite della letteratura noir grazie a potenti drammi ambientati nelle peggiori carceri degli States. Nelle sue opere, la brutalità delle condizioni dei detenuti e l’incapacità del sistema di “riformare” i criminali sono condannate senza mezzi termini. Dopo decenni a fare dentro e fuori dalle prigioni degli Stati Uniti, Bunker inizia una felice carriera di scrittore e buon attore, ricevendo in età avanzata i doverosi riconoscimenti. Must read: Cane mangia cane, Come una bestia feroce, e l’autobiografico Educazione di una canaglia.

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Don Winslow

Letterariamente figlio di James Ellroy, Winslow si è imposto all’attenzione della scena letteraria mondiale con alcuni appassionanti noir ambientati tra California e Messico. Una scrittura più secca di un Martini e un minimalismo all’ennesima potenza fanno da contraltare a una sopraffina capacità di elaborazione di intrecci intricatissimi. L’inverno di Frankie Machine può essere il punto di partenza per un lettore che non conosce Winslow. Il suo capolavoro è senza dubbio Il potere del cane, monumentale primo volume di un’elettrizzante trilogia sul narcotraffico messicano.

Elmore Leonard

Il prolifico e poliedrico Elmore Leonard ha raggiunto la fortuna commerciale in Italia in seguito ad alcune ottime trasposizioni cinematografiche, che hanno fatto riscoprire la sua arte al grande pubblico italiano, che lo aveva ingiustamente ignorato fino a quel momento. Leonard vanta una produzione vastissima, perlopiù ambientata nei bassifondi di Detroit. La maestria nella costruzione dei dialoghi e un’attenzione meticolosa per le ambientazioni fanno di Leonard uno degli autori noir imprescindibili per ogni amante del genere. Out of Sight, Lo sconosciuto n.89 e Punch al Rum rappresentano un buon punto di avvicinamento alla sua opera. Da non disdegnare, infine, la sua produzione western.

Manuel Vazquez Montalban

Spagnolo di Barcellona, scrittore e giornalista con la passione per il calcio e la gastronomia, Vazquez Montalban deve la sua fama alla fortunata e lunghissima serie di romanzi con protagonista l’investigatore privato Pepe Carvalho, altra figura romantica entrata nell’immaginario collettivo. Per un primo approccio con il mondo di Carvalho, suggerisco di iniziare dai primi romanzi della serie, in particolare La solitudine del manager e I mari del sud.

Dennis Lehane

Il bostoniano Dennis Lehane è uno dei nomi di punti del poliziesco contemporaneo, grazie anche ad alcune celebri e ben riuscite trasposizioni cinematografiche, tra cui ricordo Shutter Island, Mystic River e La legge della notte. Una scrittura di alto livello, trame originali e un’attenzione particolare alla caratterizzazione psicologica dei personaggi sono i punti di forza della prosa elegante di Lehane. Letture consigliate: La casa buia e La morte non dimentica.

Brian Panowich

Volto nuovo della scena letteraria americana, l’ex pompiere Brian Panowich ha stupito con il suo esordio Bull Mountain, datato 2015, cui ha fatto seguito quattro anni dopo, Come leoni. I due romanzi narrano la storia della famiglia di contrabbandieri Burroughs: tra distillerie abusive, laboratori di metamfetamine, fucili, pick up e sparatorie, Panowich imbastisce una coinvolgente saga famigliare southern noir, ambientata nella natura selvaggia delle montagne della Georgia, negli Stati Uniti.

Alberto Staiz

Westville @ Libreria Il Domani, lunedì 17 dicembre

il domani

La libreria Il Domani

Westville torna nelle librerie con un nuovo appuntamento: lunedì 17 dicembre, a pochi giorni da Natale, avremo il grande piacere di essere ospiti, per la terza volta, della libreria indipendente milanese Il Domani. La libreria Il Domani è una delle realtà legate al circuito delle Librerie Indipendenti di Milano, e storico punto di riferimento letterario del capoluogo lombardo. La libreria si trova in Piazza Cadorna 9 (angolo Via Carducci), a due passi dall’omonima stazione ferroviaria.

Il Domani, un anno dopo…

A un anno di distanza dallo scorso 20 dicembre, Westville tornerà protagonista a Il Domani per un’intera giornata: lunedì 17 dicembre saremo presenti in libreria per tutto il giorno, a partire dalle 10. Saremo pronti per firmare copie, chiacchierare con i lettori, dare e ricevere consigli letterari, discutere delle novità letterarie dell’anno che sta per concludersi e di quello che verrà, scambiare opinioni in merito a cinema, serie tv e tutto quello che ruota attorno al mondo del noir e, last but not least, soddisfare le curiosità dei lettori riguardo al mondo di Westville.

Qualche anticipazione?

L’occasione sarà propizia anche per regalare, al pubblico più curioso ed esigente, qualche piccola informazione in anteprima riguardo al nostro nuovo progetto letterario, al quale stiamo lavorando attivamente ormai da diverso tempo. Un nuovo capitolo della saga di Westville? Chissà…

L’appuntamento è per lunedì 17 dicembre, a partire dalle ore 10, presso la libreria Il Domani.
Nel frattempo, continuate a seguirci sulla pagina facebook di Westville e sul sito ufficiale www.westville.it

Dove trovare Westville?

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Vi ricordiamo che Westville è sempre disponibile sui più importanti store online (Amazon, Ibs, Mondadori, Feltrinelli, Rizzoli, etcetc) sia in versione cartacea che in formato digitale. Inoltre, alcune copie cartacee sono sempre disponibili a scaffale nelle seguenti librerie di Milano e provincia:

  • Nuova Terra, Via Giolitti 14, Legnano (Milano)
  • Trittico, Via San Vittore 3, Milano
  • Il Domani, Piazza Cadorna 9 – angolo Via Carducci, Milano
  • Hellisbook, Via Losanna 6, Milano

SAVE THE DATE – Lunedì 17 dicembre, ore 10, Libreria Il Domani (Piazza Cadorna 9, angolo Via Carducci)

Country Dark di Chris Offutt: crudo, graffiante, epico, imperdibile

Dopo qualche settimana di silenzio – assolutamente motivato, ve lo possiamo assicurare – tornano i consigli letterari del blog di Westville. Oggi parliamo di Country Dark di Chris Offutt, una delle novità più interessanti della presente stagione letteraria. Stiamo parlando di un romanzo che, dopo il clamore dettato dalla novità, non finirà certo nel dimenticatoio, ma andrà a soggiornare stabilmente nello scaffale dedicato ai vostri romanzi preferiti. Il perché ve lo spieghiamo nell’articolo.

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Chris Offutt

Il pubblico italiano ha avuto modo di apprezzare le doti di questo scrittore sessantenne originario del Kentucky con la raccolta di racconti Nelle terre di nessuno, pubblicata lo scorso anno da Minimum Fax, una realtà editoriale da sempre attenta a quello che di buono accade nel panorama letterario statunitense. Dopo il meritato successo di questa prima pubblicazione, nel mese di giugno di quest’anno è comparso sugli scaffali delle librerie Country Dark, secondo romanzo di Chris Offutt, autore anche di due raccolte di racconti e tre memoir, di prossima pubblicazione sul mercato italiano.

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Chris Offutt (foto via: www.minimaetmoralia.it)

Country Dark

Il romanzo si apre con il taciturno protagonista Tucker, plurimedagliato reduce della guerra di Corea, impegnato nel ritorno nell’aspra e selvaggia terra natia, quel Kentucky popolato da fuorilegge, ancora dominato dalla natura selvaggia che ne detta i ritmi di vita e le abitudini. Sulla strada del ritorno, Tucker incontra Rhonda e se ne innamora, non dopo averla salvata dalle aggressioni a sfondo sessuale perpetrate dallo zio.

Dieci anni dopo, la coppia è sposata e conduce una vita felice, unita da un amore reciproco viscerale e dall’affetto incondizionato per i numerosi figli avuti, alcuni dei quali disgraziatamente nati con dei deficit psichici. Nel frattempo, Tucker si è trasformato in un esperto contrabbandiere di alcool alle dipendenze del furbo Beanpole. Tuttavia, una grave minaccia incombe sull’equilibrio della famiglia. Tucker non esiterà a imbracciare nuovamente le armi per difendere le persone che ama, arrivando a mettere sul piatto la propria vita in un’escalation di violenza inaudita ma razionale.

offuttViolento, autentico, crudo: vero

Country Dark è una lettura imprescindibile per chiunque ami la letteratura americana, in particolare per coloro che amano quei setting rurali made in usa. Quella raccontata da Country Dark è una storia cruda, violenta, viscerale, ma sempre dominata dall’amore, la forza motrice di tutte le azioni intraprese da Tucker: l’amore per la sua famiglia, per la sua casa e per la sua terra. Violenza efferata si alterna ciclicamente con una dolcezza commovente, in un microcosmo rurale e selvaggio, lontano anni luce dalla contemporaneità, ma dotato di quella sincerità che spesso manca nella società di oggi, in tutti i livelli.

Offutt è un fuoriclasse della scrittura, e in questo romanzo dimostra tutte le sue qualità. Una sapiente scelta lessicale pennella le dettagliate descrizioni naturalistiche, mentre nei dialoghi, asciutti e graffianti, l’autore si esibisce in una capacità di sintesi efficace e fuori dal comune. Differenti tonalità di colore si mescolano creando un affresco incantevole e dal fascino intramontabile. Siamo sicuri che Country Dark diventerà in poco tempo un classico della letteratura americana contemporanea. Pertanto, vi invitiamo a prenderlo seriamente in considerazione nel momento in cui vi trovate tra gli scaffali delle librerie per scegliere le letture da portare con voi in vacanza.

Alberto Staiz

Filosofia 2.0. Filosofia, comunque

Non è così semplice mettersi ad un tavolino e raccontare e/o parlar di filosofia; ancor di più il solo citare l’arte del pensare può risultare di una difficoltà che sfiora vertici degni del K2. Per farci aiutare, in tal senso, abbiamo rivolto alcune domande ad una persona che con la Filosofia ha un rapporto quotidiano costante; ne parla con cognizione di causa. Ci vive, e convive, da sempre.

filosofia

La libreria Il Domani ospita Maria Giovanna Farina

Maria Giovanna Farina, laureata in Filosofia -of course- con indirizzo psicologico. Analista della comunicazione e autrice di volumi per aiutare le persone a risolvere le relazioni personali. Nei suoi testi divulgativi ha affrontato temi quali l’amore, la musica, la violenza di genere, la filosofia insegnata ai bambini e l’ottimismo in Dialoghi con un ottimista, in salotto con Francesco Alberoni.

Nel 2018, anno corrente dunque, ha scritto un romanzo in collaborazione con Max Bonfanti, per i tipi della Rupe Mutevole: Catarina e la porta delle verità. Per la stessa casa editrice cura la collana “Le Relazioni”.

Ma non basta: pioniera nel campo delle pratiche filosofiche, nel 2002 fonda Heuristic Institution, dove si dedica anche alla ricerca di metodi e strategie da applicare alla risoluzione delle difficoltà esistenziali. Esperta di relazioni umane, è autrice di numerosi articoli su varie riviste, ha intervistato anche in video alcuni tra i più noti personaggi della cultura e dello spettacolo. Creatrice della rivista filosofica on-line “L’accento di Socrate”, è attiva in rete come blogger, dove sperimenta l’applicazione della filosofia alla vita quotidiana anche nella rivista diretta da Francesco Alberoni “L’amore e gli amori”… Può bastare..? Forse…

Poniamole qualche domanda ora, in relazione al suo campo di studi e ricerca, insomma, alla sua passione: la FILOSOFIA.

Cara Maria Giovanna, la prima domanda è di una semplicità disarmante: perché la Filosofia?

Perché la vita ci sa condurre, senza saperne la ragione, al cospetto di qualcosa, come per me è stato con la filosofia, che non ci piace o che addirittura ci dà fastidio. Forse per superare i nostri conflitti, spesso quando una cosa non ci aggrada o ci infastidisce significa che c’è l’irrisolto da far emergere alla consapevolezza. Di cosa si trattasse non l’ho ancora capito fino in fondo, resta il fatto che oggi amo la materia ogni giorno di più, posso definirlo un amore senza fine. La filosofia è capace di farci scoprire il nostro mondo interiore senza fare sconti e allo stesso tempo è in grado di farci comprendere gli altri con cui ogni giorno entriamo in relazione. La filosofia è per me una compagnia irrinunciabile.

Filosofia

Maria Giovanna Farina alla libreria Il Domani

Sfruttando un luogo comune molto in voga, e visti i tempi, culturalmente complessi, si usa dire di “prenderla con filosofia”. Non ti sembra che con affermazioni di tale natura si tenga a svilirne il suo concetto stesso?

Come giustamente hai sottolineato, è un luogo comune che crea confusione sulla vera natura della Filosofia, svilendola e banalizzandola purtroppo; in questa errata accezione è come se essa fosse una panacea, una pozione magica, una medicina capace di tenere sotto controllo i mali dell’anima con la sottomissione. Sì, perché “prenderla con filosofia” nel modo di dire comune vuol dire questo, ma il vero significato è un altro.

“Prenderla con filosofia” significa non smettere mai di cercare e ri-cercare dentro e fuori di noi per trovare la soluzione migliore ai nostri piccoli e grandi problemi esistenziali, significa non lasciarsi scivolare addosso le situazioni ma prenderle in mano per risolverle. Significa fare fatica per poi trarne soddisfazione. “Prenderla con filosofia” vuol dire quindi non lasciarsi sottomettere ma vivere in modo attivo e libero dagli stereotipi, luoghi comuni fautori di una vita inautentica. La Filosofia ci rende liberi se noi la accogliamo come una madre che vuol farci crescere. Come vedi tutto il contrario di ciò che si pensa comunemente!

Diamo uno sguardo al prossimo futuro: Filosofia e Tecnologia, ovvero, Filosofia o Tecnologia: coesistenza o alternativa l’una all’altra?

Tutto ciò che l’essere umano produce e crea con le mani e con la mente è “scrittura del Mondo”. La Filosofia, come madre di tutte le scienze, non credo potrà mai staccarsi dalle sue creature di cui la tecnologia è una delle più attuali e contemporanee. Più che a un’alternativa penserei alla convivenza che diventerà sempre più difficile se la tecnologia non rispetterà l’uomo e la sua libertà di essere nel mondo. Dobbiamo lavorare per impedire che la tecnologia prenda il sopravvento sulla nostra umanità. Quindi né alternativa, né subalternità, ma collaborazione.

filosofiaSpieghi nei tuoi incontri e alle presentazioni, di ritenerti una Filosofa Pratica. Puoi delucidarne il concetto?

Filosofa pratica significa usare la filosofia e la sua millenaria cultura per vivere meglio la nostra vita, quindi non per speculare intorno alla materia ma per applicare i suoi insegnamenti alla vita di ogni giorno. Sono una pioniera in Italia della Pratica filosofica, da quasi vent’anni mi ispiro a Socrate che, seppur sia vissuto 2500 anni fa nella polis, quindi in un contesto decisamente lontano da noi uomini del terzo millennio, ci ha lasciato riflessioni ancora attuali e soprattutto utili alla nostra esistenza.

Ad esempio, alla domanda cosa fosse il bene o il male per noi, lui rispondeva che per sapere cosa sia il male o il bene dobbiamo rifarci al “Conosci te stesso” –gnōthi seautón, iscrizione presente nel tempio di Apollo a Delfi-: solo conoscendo noi stessi e i nostri limiti possiamo sapere cosa sia il male o il bene per noi e poi per gli altri. Non è attuale questo ragionamento? La cura di sé, che è anche un prendersi cura, ci può far giungere a conoscere gli altri esseri umani. La filosofia pratica è utile allo scopo dell’esistenza, di una buona esistenza e il suo fine ultimo è quindi il ben-essere interiore e materiale dell’uomo.

C’è ancora un senso da dare nell’era dell’ipervelocità 2 se non 3 punto zero, agli insegnamenti che arrivano dal lontano passato: Aristotele e soci sono adattabili al nostro vissuto?

Altroché! Aristotele era un filosofo e uno scienziato, ma anche un ottimo insegnante che ha fatto da aio ad Alessandro Magno. Aristotele fondò il Liceo, Platone, allievo di Socrate, l’Accademia: come vedi due scuole che seppur molto diverse da oggi hanno lasciato un segno indelebile. Ai nostri tempi, il filosofo frequenta nuove agorà e diventa consulente aziendale, gestisce gruppi di auto-consapevolezza, aiuta i singoli a trovare la giusta strada… e facendo ciò mette in pratica gli insegnamenti dei Greci. Noi occidentali discendiamo per cultura dai Greci, dovremmo non dimenticarlo mai. Per tornare alla tua domanda, Il senso c’è al di là della velocità perché siamo solo rapidi nell’usare la tecnologia ma impacciarti quando si tratta di leggere, scrivere e pensare autonomamente, quindi i Greci antichi ci superano dopo oltre due millenni!

Ultima questione: chi può ritenersi filosofo oggi, solo chi arrivi da studi specifici, oppure la Filosofia, e di conseguenza il filosofo, deve essere in grado di cogliere sfumature dalle Arti e dalle Scienze a lui limitrofe?

Il filosofo, oggi come ieri, per definizione è colui che ama la sapienza, la sophia, che è la spinta alla conoscenza. Quindi non è sufficiente il corso di studi e la laurea, ma è d’obbligo un percorso di ricerca di sé e allo stesso tempo di sperimentazione nel mondo. Voglio dire, il filosofo deve mettersi in ascolto delle persone, delle cose, delle situazioni, per trarne un metodo da poter applicare alla soluzione dei problemi.

La visione filosofica è andare oltre l’apparenza per scorgere ciò che c’è in profondità e più vicino all’autentico di ogni persona, situazione, cosa. Il filosofo deve di conseguenza continuare ad osservare ciò che gli sta intorno per aggiornare la sua conoscenza del mondo e per migliorare le sue soluzioni. Le Arti e le Scienze sono espressioni umane imprescindibili a cui guardo con estremo interesse perché parlano dell’uomo e delle sue capacità evolutive. Cosa sarebbe l’uomo senza la sua “scrittura del mondo”?

Per approfondire, ecco il sito web di Maria Giovanna Farina: www.mariagiovannafarina.it

 

Elliott Chaze, La fine di Wettermark: riscoprire i classici

Elliot Chaze fa parte di quel nutrito gruppo di scrittori che – si veda l’incredibile caso di Richard Yates – per le più svariate e incomprensibili ragioni, sono stati dimenticati sia dal pubblico che dalla critica. Per fortuna, a volte capita che questi autori vengano riscoperti e ripubblicati, facendo loro guadagnare l’attenzione che meritano.

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Elliott Chaze

Chaze Wettermark

Elliott Chaze

Questo è quello che sta accadendo con Elliot Chaze (1915-1990), un autentico maestro del noir letterario, ingiustamente dimenticato dalla critica e dal pubblico. Autore di una decina di romanzi, giornalista, paracadutista durante la Seconda Guerra Mondiale, Chaze si è ritagliato un piccolo spazio nella storia del noir. I suoi romanzi non sono polizieschi al 100%. Possono essere definiti come noir letterari. Al di là dell’intreccio, semplice e lontano anni luce dai complessi meccanismi ricchi di colpi di scena propri del noir più recente, i libri di Chaze brillano per una prosa elegante, efficace, colta ma mai sopra le righe. Grande spazio alle sapienti descrizioni dei setting e dei personaggi minori, pennellati con maestria da uno scrittore che fa dello stile asciutto ma brillante il suo marchio di fabbrica.

Dopo Il mio angelo ha le ali nere, è da poche settimane comparso sugli scaffali delle librerie anche La fine di Wettermark, un autentico manifesto delle capacità narrative di questo scrittore sconosciuto al grande pubblico.

La fine di Wettermark

La fine di Wettermark è il secondo romanzo di Elliot Chaze pubblicato in Italia dalla editrice Mattioli 1885. Cliff Wettermark è un uomo medio, nel vero senso della parola. Un antieroe. Un uomo comune, con tutti i suoi pregi e difetti. Romanziere fallito, giornalista licenziato malamente dall’Associated Press prima e dal Times-Picayune poi, Wettermark campa con una collaborazione per il piccolo giornale della cittadina di Catherine, Mississippi.

Un vita frustrante e senza stimoli quella del protagonista. Un debito di 400 dollari con la banca; la moglieWettermark Margaret bisognosa di cure dentarie e un lavoro senza sbocchi, ne stimoli. Un matrimonio, quello tra Cliff e Margaret, che si trascina stancamente giorno dopo giorno senza la felicità dei primi anni, alimentato solo dalla consuetudine e dalla paura di rimanere soli.

Il punto di svolta arriva nel momento in cui Wettermark scrive per il giornale di una insolita rapina avvenuta in una banca locale. Un furto quasi improvvisato, apparentemente semplice e senza spargimenti di sangue, il cui colpevole sembra volatilizzato nel nulla. Wettermark riflette sull’accaduto e, come mosso da una forza implacabile, decide di organizzare una rapina per poter finalmente sanare i suoi problemi economici.

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Ironico, tragico, disilluso: un must read

La fine di Wettermark rappresenta un manifesto assoluto del buon scrivere. La prosa di Chaze è elegante, colta ma mai ridondante. In defintiva molto efficace. Il romanzo, la cui trama è indubbiamente semplice, alterna ironia, scetticismo, disillusione nichilista a speranza, tensione e azione. Una sapiente mescola di elementi molto diversi tra loro, ma perfettamente amalgamati. La fine di Wettermark (datato 1969) può essere definito come un noir-non noir. Noir per la tematica di fondo, le parti ricche di tensione, e l’incalzare dell’intreccio. Non-noir per la forte componente narrativa e sociale presente nelle sue pagine e per lo stile di scrittura di Chaze, raffinato ed efficace, al pari di tanti scrittori molto più blasonati. La fine di Wettermark rappresenta un classico da riscoprire senza se e senza ma. In defintiva, un must read.

Starsene da soli è una faccenda delicata, l’intimità va calibrata in modo così fragile che – anche se uno l’ha desiderata – quando ne hai anche appena un poco di più di quello che ti serve, non è più affatto intimità. Non è più un lusso. Diventa solitudine, e la solitudine non è in alcun modo simile all’intimità, sebbene l’una e l’altra siano fatte della stessa sostanza.” (Elliott Chaze)

Dalla via Orefici al West-ville

Duemila battute, o forse il doppio. E perchè no arriviamo, sfrontatamente, a diecimila. Basterebbero tutte queste parole a farmi conoscere?

Domanda retorica che pongo a me stesso, ovvero, ne servirebbe una e una soltanto.

Meglio la seconda opzione. Una parola, dunque, nella quale si racchiude parte essenziale della mia vita. Essenziale e fondamentale: libri.

oreficiDevo giocoforza fare un abbondante salto nel mio passato; diciamo di circa trentasei anni: ricevetti un omaggio da una persona. Un regalo tanto futile e inutile (pensavo ingenuamente) quanto determinante per gli anni che seguirono: un libro. La dedica recitava: “non prendere alla lettera il titolo, ma servirà alla tua anima, al tuo percorso, alla tua cultura”. Il libro in questione era “L’idiota” di Dostoevskij, ufficialmente il mio primissimo libro. Iniziai col botto, insomma.

Non fu amore a prima vista, ma quello strano oggetto, lentamente, si rivelò essere “fonte meravigliosa” (per citare Amy Rand). Sorprendente, immaginifico, fantasioso, inquietante, misterioso. Proprio come la vita.

Un viaggio nel viaggio. Ogni volta una nuova Libreria il domani via orefici Westville newsOdissea. Quasi inevitabile, come fosse stato tracciato da un misterioso indovino, il mio tragitto verso il lavoro che attualmente svolgo: trovarsi all’interno di una storica libreria nel cuore di Milano.

Ventisei anni di grandi ed enormi soddisfazioni costellati soprattutto da una parola chiave: incontrare. L’incontro, casuale o no, che porta alla conoscenza. Che porta all’apertura. All’accoglienza. L’incontro che mi ha portato qui, oggi.

 

Da via Orefici ad oggi, una nuova opportunità

In questo preciso momento. L’incontro con due autori, due ragazzi, due amici. Un firmacopie, una bevuta, un concerto. Parole, racconti, storie. Proposte, sogni, illusioni. E perchè no, certezze. Dare un seguito alle aspettative, Concretizzarle, realizzarle.

Da quella via Orefici ad oggi, i famosi ponti ne hanno vista di acqua passare, ma la sfida è ancora aperta.

Anzi più che di sfida parlerei di opportunità.

Più azzeccato questo sostantivo. Lascia aperta ogni possibilità. Di crescere, soprattutto, ma anche di continuare la sfida verso se stessi. Migliorare per sentirsi sempre e in ogni caso, semplicemente, vivi.

Le prospettive e i miei programmi all’interno di Westville? Le scoprirò io medesimo strada facendo. Al momento solo un grazie alla N per chi ha avuto il cuore di volermi ospitare in un progetto ben strutturato e avviato solidamente da tempo.

Per intanto posso solo accennare che nel mio prossimo intervento la parola chiave sarà: CAOS.

 

 

 

Regalare un romanzo per Natale: come affrontare la scelta

Suonerà un po’ strano che due autori emergenti vogliano dare consigli su come regalare un romanzo per Natale. Ma d’altra parte, prima di volerci trasformare in scrittori, siamo stati (e continuiamo a essere) innanzitutto lettori, appassionati, consumatori incalliti di pagine stampate. Il nostro approccio agli scaffali delle librerie è molto critico, talvolta scettico, a causa di un mercato ormai confuso e sempre più guasto. Come tanti altri consumatori, anche noi siamo sfiduciati da un mercato del libro che da moltissimi anni a questa parte continua a propinare romanzi da classifica, a prezzi improponibili.

Dove andareun romanzo per natale

Se il regalo che volete per i vostri cari, amanti o colleghi dev’essere particolare, dal contenuto acuto e ricercato, allora la libreria indipendente è sicuramente il posto giusto dove cercarlo. Grazie alla mitologica figura del libraio, conoscitore consolidato del lato più umano e meno commerciale del romanzo, sarete sicuramente in grado di giungere a un risultato più che soddisfacente, senza dover girare ore per gli scaffali stracolmi delle grandi catene, dovendosi rapportare spesso con personale purtroppo sottopagato, quindi poco motivato, e ancor meno preparato.

Come regalare un romanzo per Natale

Sia chiaro, la nostra non è certo una battaglia contro le grandi catene, anzi, si tratta di consigli volti a risvegliare la parte più emozionante di un regalo sentito. Sicuramente a molti è capitato di trovarsi in difficoltà all’ultimo, non sapendo che pesci prendere, ed entrare quindi in una libreria a caso e chiedere l’ultimo di Tizio, o il nuovo di Caio, già elegantemente esposti sul banco all’entrata, magari in un’espositore dedicato. Probabilmente la domanda giusta da porsi dovrebbe essere: questo libro costa tanto, ma quanto vale realmente come regalo?

Andare alla ricerca del giusto prodotto, che soddisfi i gusti del ricevente, non è certo semplice, e senza prenderci in giro, è difficile di questi tempi trovare il tempo per farlo, soprattutto durante la frenesia del periodo pre-natalizio. Ma voler bene a qualcuno, in un momento storico in cui si è molto divisi, arrabbiati, e in cui molte persone non perdono occasione per pestare i piedi agli altri, significa anche rinunciare a un po’ di tempo per altre attività, e dedicarsi ad una scelta un po’… romantica, in senso lato.

regalare un romanzo per natale preziosoRegalo prezioso o da discount

Regalare un romanzo per Natale, come abbiamo già detto, può essere visto in diversi modi. Per citare questo articolo di Wired: “L’importante, qualsiasi siano le scelte, è sempre una cosa sola: leggere e far leggere. Anche (e soprattutto) a Natale.”
Ma siamo davvero sicuri che l’importante sia questo? Una lettura di bassa qualità, dove per qualità s’intende il contenuto, ludico o settoriale che sia, è un giusto regalo?

Per intenderci, se doveste regalare qualcosa al vostro compagno, o a vostra moglie, preferireste un regalo di qualità, o una qualsiasi cosa, considerando come condizione sufficiente quella di avere un regalo per il 25 di Dicembre? Tutto dipende ovviamente dalla considerazione che avete di loro.
Un libro è un prodotto artistico-commerciale, pertanto ci sono diversi fattori che portano alla scelta dell’acquisto: il nome dell’autore, la trama, il marketing di copertina, il prezzo ecc. Ma quando l’acquisto dev’essere fatto per qualcun altro cambia tutto. Le domande si differenziano per insicurezza: gli piacerà? Sarà il regalo giusto? Sarà in linea con il genere che gli piace? 

 

Westville

Westville Romanzo

Westville Romanzo

Non abbiamo la presunzione di dire che Westville sia il regalo giusto da fare a Natale, ma saremmo sciocchi a non proporlo. Passiamo la palla a voi, che siate alla ricerca di un noir moderno, o un regalo più underground. Quello che possiamo consigliarvi vivamente è fare un giro nelle librerie indipendenti che lo ospitano, parlare con i proprietari e il personale, e scegliere il romanzo perfetto da regalare a Natale, a chiunque amiate.

Ricordiamo che Westville è disponibile, a scaffale nelle seguenti librerie:

  1. Nuova Terra, Via Giolitti 14, Legnano (Milano)
  2. Trittico, Via San Vittore 3, Milano
  3. Il Domani, Via Carducci angolo Piazzale Cadorna, Milano

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