Alberto Staiz

Alberto Staiz

Durante gli anni delle scuole superiori ho sviluppato quelle che sono ancora oggi le mie due grandi passioni: la musica e la letteratura. Due grandi amori che non finiscono di stupirmi e incuriosirmi giorno dopo giorno. La musica è arrivata per prima: il rock duro e l’heavy metal nei primi anni; il blues, il southern rock e lo stoner successivamente. E il conseguente desiderio di provare a scrivere musica, iniziando a strimpellare la chitarra in numerose band locali.

L’interesse nei confronti della letteratura si è sviluppato invece solo negli ultimi anni delle scuole superiori. Pessimi voti nelle materie scientifiche venivano bilanciati da ottimi risultati nelle materie umanistiche. Nel tempo libero, le letture di Hemingway e di altri mostri sacri della letteratura mondiale. La decisione di iscrivermi al corso di laurea di Lingue e Letterature Straniere è stata nient’altro che il naturale evolversi di un amore per la letteratura sempre più grande, che mi ha portato a diventare un instancabile divoratore di libri. Da lettura sono successivamente passato alla scrittura vera e propria: le liriche dei brani che componevo con la mia band; passando poi alla scrittura di racconti brevi; fino alla stesura di un vero e proprio romanzo, Una vita in riserva, pubblicato alla fine del 2014 da Edizioni Leucotea.

Una vita in riserva è stato il mio ingresso in punta di piedi nel mondo della letteratura: poco meno di duecento pagine, nelle quali il quasi trentenne protagonista si barcamena tra precariato, sogni di gloria, e tumultuose relazioni amorose, in un tentativo forse vano di trovare una stabilità nella complessa e difficile società odierna. Un piccolo ritratto dei giovani di oggi, disillusi e scettici nei confronti di un mondo di cui fanno fatica a decifrare il significato.

Il germe primordiale che ha portato alla realizzazione di Westville è nato dalla mente del mio amico Vittorio Bottini, nell’estate 2014. Sorseggiando una birra durante una calda serata estiva, Vittorio mi consegnò un foglio scritto per metà, proponendomi di dare un’occhiata a una storia alla quale stava pensando da un po’ di tempo. Il poliziesco e il noir, sia nella letteratura che nel cinema, mi hanno sempre appassionato. Il soggetto di Westville si presentava come potenzialmente ricco e appassionante: una storia in grado di raccogliere gli stilemi classici di questo genere, elaborandoli però con freschezza e modernità. La decisione di gettarsi a capofitto nell’impresa di scrivere un romanzo a quattro mani è arrivata subito. Hanno fatto seguito diversi mesi di lavoro, studio, letture, e ricerche; fino allo sviluppo di una lunga trama, prima della stesura vera e propria.

Un lavoro lungo e faticoso, ma al tempo stesso coinvolgente e stimolante. Il cui risultato ci soddisfa e ci rende assolutamente orgogliosi.

FacebookTwitterLinkedin

Add Comment

Your email address will not be published. Required fields are marked *