L’innocenza perduta: l’America di James Ellroy

L’innocenza perduta: l’America di James Ellroy

Il blog di Westville continua a esplorare l’universo del genere poliziesco e noir. Dopo Don Winslow, Nic Pizzolatto, Jo Nesbo e Jean-Claude Izzo, ora è il turno di uno dei pesi massimi del poliziesco contemporaneo: James Ellroy. Nato a Los Angeles nel 1948, il quasi settantenne Ellroy è considerato uno dei più rivoluzionari e innovativi scrittori del panorama noir contemporaneo. Andiamo a scoprire perchè.

Da un’infanzia tormentata ai primi passi nel mondo della letteratura

James Ellroy ha avuto un’infanzia a dir poco difficile, costellata da eventi drammatici e innumerevoli difficoltà: su tutti la perdita della madre, assassinata nel 1958 in circostanze misteriose. Un delitto che ancora oggi non ha trovato soluzione. In seguito alla successiva perdita del padre, a soli 17 anni Ellroy inizia un vita di vagabondaggi, sopravvivendo con espedienti e piccoli furti. Frequenti gli arresti per reati minori e costanti i problemi con droghe e alcool. Una vita al limite, prima del provvidenziale aiuto di un gruppo di sostegno. Ellroy allontana la bottiglia e inizia una nuova vita, lavorando come caddy nei circoli di golf di Los Angeles e muovendo i primi passi nel mondo della letteratura poliziesca, da sempre sua grande passione.

Nel 1981 esce il suo primo romanzo, Prega Detective. Ellroy intraprende una costante ascesa nel mondo del poliziesco. La consacrazione arriverà tra la metà degli anni ’80 e gli anni ’90, con la pubblicazione di quelle che sono le sue opere più rilevanti: la Tetralogia di Los Angeles (composta da Dalia nera, Il grande nulla, il celebratissimo L.A. Confidential e White Jazz) e l’ambiziosa, rivoluzionaria e mastodontica Trilogia americana (American Tabloid, Sei pezzi da mille, Il sangue è randagio).

Ellroy

James Ellroy (foto via: futuroquotidiano.com)

Ellroy rivoluziona il noir

Con i sette romanzi appena citati James Ellroy ha perfezionato la sua scrittura, introducendo quelli che sono diventati i suoi marchi di fabbrica, con i quali ha di fatto reinventato il genere noir. Con le sue sperimentazioni Ellroy ha aperto nuove strade interpretative in un genere fortemente legato a dei canovacci tradizionali. La tetralogia è ambientata a Los Angeles tra la fine degli anni ’40 e la fine degli anni ’50. I romanzi non sono collegati l’uno con l’altro, anche se condividono molti personaggi e la presenza, al centro delle vicende, del dipartimento di polizia come assoluto protagonista. Tuttavia, non stiamo parlando di polizieschi classici. Ellroy scava nei meandri più nascosti della società americana, scovando corruzione e marciume, mostrati al lettore attraverso una lente d’ingrandimento che risalta quello che è forse il comandamento fondamentale delle opere di Ellroy: nessuno è innocente.

EllroyLa tetralogia spicca anche per una costruzione dei singoli romanzi ai limiti della follia: intrecci intricatissimi costellati di intrighi, tradimenti, omicidi efferati, e personaggi triplogiochisti e senza scrupoli. Si prenda come esempio il celebre L.A. Confidential, la cui fortunata trasposizione cinematografica si è imposta sul grande schermo come uno dei migliori film polizieschi di fine anni ’90. Una pellicola ad alta tensione, molto ben strutturata, nonostante un’evidente (e doverosa) semplificazione dell’intreccio. Nel romanzo infatti, oltre ai tre personaggi principali, si segnala la presenza di almeno una decina di personaggi secondari (molto ben caratterizzati) e decine di personaggi “terziari”, che fanno da contorno alle vicende, aggiungendo però tasselli fondamentali nella barocca architettura della trama, a tratti molto complessa, ma in definitiva molto robusta.

Precisione maniacale

La presenza di Ellroy dietro ogni voce narrante appare sempre presente con autorevolezza, perfettamente consapevole della direzione verso la quale la trama si sta muovendo. La dimostrazione di una pianificazione maniacale dell’intreccio prima della stesura vera e propria. Nella quadrilogia inoltre, Ellroy ha iniziato la mescolare fiction con avvenimenti realmente accaduti, intrecciando le vicende di personaggi inventati con le vite di persone realmente esistite.

Ellroy definitivo: la Trilogia americana

EllroyLe caratteristiche sopracitate vengono perfezionate ed estremizzate nella Trilogia Americana: quindici anni di storia americana (dal 1958 al 1973) vengono passati al setaccio da Ellroy, che mescola realtà e finzione, analizzando e raccontando la Storia e inventando dove la Storia non è di dominio pubblico. Il risultato è un ritratto disilluso, marcio e nauseante di quindici anni di storia americana costellata da omicidi, intrighi, lotte di potere. Al centro dell’intreccio le personalità che hanno dominato la nazione più potente al mondo in quegli anni, – dai fratelli Kennedy a Edgard Hoover, da Jimmy Hoffa a Howard Hughes – le cui vicende si intrecciano a quelle dei protagonisti, personaggi fittizi ma molto verosimili, partoriti dalla geniale mente dell’autore.

Ellroy costruisce un mosaico intricatissimo, dove le voci di molteplici narratori si intersecano, in un gioco di potere fatto di tradimenti, quadrupli giochi, e legami segreti tra politica, mafia, sindacati, Cia ed Fbi. Ellroy evolve ulteriormente il suo stile, alternando narrazione canonica (caratterizzata da punti di visti differenti e alternati) con estratti di giornale, memorandum segreti di Cia ed Fbi, e comunicazioni segrete tra i vari personaggi. Uno stratagemma il cui scopo è quello di iniettare nel testo informazioni oggettive, e fornire così al lettore una precisa chiave di lettura di un intreccio dall’interpretazione altrimenti troppo complessa se basata solo sulle voci narranti soggettive dei protagonisti.

Ellroy imprescindibile e innovativo

James Ellroy è lo scrittore che ha cambiato i connotati del noir americano, portandolo a un nuovo livello di sperimentazione stilistica e tematica. La sua opera ha rappresentato lo spartiacque, e la fonte d’ispirazione per molti altri autori che oggi appassionano i lettori di tutto il mondo. Il mastodontico dittico di Don Winslow formato da Il potere del cane e Il cartello – intricata e spietata analisi del narco traffico tra Messico e California dall’architettura complessa e baroccheggiante – forse non sarebbe nemmeno stato concepito senza le sperimentazioni di Ellroy. E questo è solo un esempio a testimonianza di come le opere di Ellroy siano imprescindibili per chiunque voglia approcciarsi al mondo del noir, nonché delle letture travolgenti e senza tempo.